domenica 11 maggio 2014

Raccolta differenziata delle battute scartate da Acido Lattico

Milioni di fan delusi sui social network: i creatori di HIMYM decidono di includere un finale alternativo nel cofanetto dei DVD della serie completa. Nel nuovo finale Ted fa di tutto purché si vendano.

Si studierà a Losanna un computer in grado di provare emozioni. Digitando la parola "youporn" lo schermo diventerà tutto rosso.

Stati Uniti: un gruppo di scienziati della marina militare ha trovato il modo di trasformare l'acqua di mare in carburante. Basterà far viaggiare i sommergibili nel golfo del Messico.

Nella Sylicon Valley, l'emblema del capitalismo che funziona, è boom di senzatetto. Per risolvere il problema è in lavorazione una nuova coloratissima app.

Gli echi del Big Bang sono stati captati al Polo Sud. Da una prima analisi pare si possa udire “amore, stavo lì lì per levarlo, ma poi ha squillato il cellulare e…”.

Cina: 60 mila operai in sciopero nel settore calzaturiero. Finalmente, accenni di lotta di classe anche in estremo Oriente. Ma i leghisti lo giudicano solamente un tentativo di taroccare i nostri diritti del lavoratore.

Fa scalpore nel Regno Unito il caso di una ragazza al quarto mese di gravidanza che vorrebbe abortire pur di poter partecipare al Grande Fratello. Spero che la lascino abortire, e che l’operazione venga trasmessa in diretta tv agli stessi telespettatori del Grande Fratello.

Facebook annuncia l'uscita di una nuova applicazione che permetterà agli iscritti di sapere quanti "amici" si trovano nelle vicinanze. Trasformando la vita di milioni di utenti in un divertentissimo nascondino.

La via Crucis di Papa Francesco sbanca l'auditel totalizzando il 38% di share. Un tale successo che ora il Papa starebbe pensando di inscenare l'opera anche a teatro.

Salvini costretto a saltare il comizio in seguito alle contestazioni a Napoli. Poco convincente la tesi sostenuta dal neo-segretario secondo la quale la xenofobia leghista è solamente colpa dell'euro.

Monica Lewinsky ha minacciato di tornare a parlare della sua relazione con Bill Clinton qualora Hillary corresse alle presidenziali del 2016. Ma secondo me anche il silenzio degli ultimi anni è stato una buona descrizione della sua relazione con Bill Clinton.

lunedì 10 marzo 2014

2001: Odissea nella satira.

Paolo Rossi, Neri Marcoré, Fabio De Luigi, Giobbe Covatta, Paola Cortellesi, Natalino Balasso, Antonio Albanese, Sabina Guzzanti, Corrado Guzzanti, Daniele Luttazzi.
Probabilmente altri nomi potrebbero allungare questa lista, che va letta come si leggerebbe un monumento ai caduti.
Qualcuno di loro si è dato alla fiction per famiglie, altri al grande schermo, c'è chi fa provviste per tempi migliori, che forse arriveranno, ma che paiono essere sempre più lontani, c'è poi chi ha visto la sua carriera e la sua rispettabilità messa in discussione da "un branco di ripetenti".
Di fatto dal 2001 e in corrispondenza della nascita del secondo governo Berlusconi la satira è andata scomparendo dalla tv italiana. Così, dai e ridai, lo spettatore ha smarrito il gusto per la provocazione intelligente che nel corso degli anni si è trasformata in provocazione e basta, perdendo in questa maniera ogni sua funzione socialmente positiva.
La satira è sempre stata osteggiata dal potente di turno, ma quando le critiche provengono da Gasparri o da Brunetta, per dirne due, non ti colgono di sorpresa. L'avvenimento diviene sbalorditivo quando invece l'origine delle critiche è la bocca della terza carica dello stato.
E' ovviamente inutile ricordare quanto di buono Laura Boldrini abbia fatto al di fuori del Parlamento, e centra poco con quanto si vuole sostenere in questo breve pezzo. Quando però il presidente della Camera travisa lo sketch di Virginia Raffaele per "satira che si tinge di sessismo", allora capisco che questo Paese ha un grosso debito formativo sulla materia. Riassumendo brevemente lo sketch: la ministra Maria Elena Boschi(interpretata dalla comica) viene intervistata da un giornalista incalzante che le chiede conto di come in concreto il governo Renzi riuscirà a portare a compimento le sue promesse. Il giornalista si dimentica dei propri dubbi accorgendosi di quanto è bella la ministra.
La satira della Raffaele non era uno sfottò (due cose diverse, per inciso) rivolto contro la Boschi perché bella. La satira della Raffaele puntava, invece, il dito contro la mancanza di contenuti del governo Renzi che viene coperta da un apparente rinnovamento (ringiovanimento) della classe dirigente. Così, la bellezza della Boschi sopperisce al vuoto di risposte alle domande del finto giornalista. Quando si dice che quello sketch è sessista si confonde il pretesto con l'oggetto, il mezzo con il fine. Il risultato inevitabile di una satira esiliata, che manca da troppi anni.

sabato 20 aprile 2013

L'insostenibile insensatezza delle due anime.

Il corto circuito istituzionale che si è creato in questi giorni intorno alle candidature alla Presidenza della Repubblica evidenzia una volta di più l'unico vero storico problema della sinistra. La frammentazione insensata intorno al nome di Romano Prodi, interna allo stesso Partito Democratico, non può che segnalare la morte di un partito mai nato. E' lecito affermare che quello che forse è stato il fattuale tentativo di realizzazione del compromesso storico, con attori meno degni di quelli di allora, ha catastroficamente fallito nella pratica. Emblematico, in questo senso, il tragico crash test del quale è diventato protagonista suo malgrado lo stesso Romano Prodi, vera e propria incarnazione della fusione delle due anime della sinistra italiana e unica personalità in grado di amalgamare per ben due volte le sue diverse correnti in un patto riformista e socialdemocratico.
Il significato della parola "compromesso", che ha ingiustamente dopo gli errori della Bicamerale, acquisito una connotazione negativa nel sentimento popolare, è ciò che sta alla base di quella che si preannuncia essere una drammatica pagina nella storia italiana. Quando si parla di compromesso ci si dimentica troppo spesso di intendersi sulla base di quali presupposti lo si fa e con chi.
L'elezione del Capo dello Stato si è pericolosamente intrecciata al discorso elettorale in queste ore, con Grillo che tendeva una mano a Bersani, dopo averci sputato sopra diverse volte, per un possibile futuro governo condiviso, in cambio dell'appoggio del PD per il loro personale candidato. Nonostante Rodotà fosse una personalità rispettabile e rispettata da gran parte della sinistra, la maniera con cui il nome del giurista è stato imposto dal partito di Grillo ha inviso molta parte della dirigenza del PD fortemente contraria ad una collaborazione col Movimento cinque stelle. Quindi Napolitano viene eletto nuovamente Presidente della Repubblica. Grillo grida al golpe e Crimi, capogruppo al Senato, grida (fingendo di star) fuori dal Parlamento con le vene gonfie al collo il nome di Rodotà seguito da uno stuolo di persone che sembrano essere uscite da Resident Evil. In questo caso la parola compromesso assume i connotati del ricatto politico. I metodi con cui il M5S opera sono inaccettabili in democrazia. Si va creando con loro una nuova tendenza: quella del neofita supponente che pretende di dare lezioni a quello più navigato di lui. Il nuovismo che si fa vanto di sé stesso sul presupposto che nuovo è sempre meglio.
Dall'altra parte il PD ha come al solito infilato una serie di errori politici incredibili, accordandosi prima con la destra sul nome di Franco Marini, e solo dopo proponendo quello di Prodi senza comunque dialogare (per quanto sia possibile farlo con chi non vuole ascoltare) col M5S. Si è cercato ancora una volta l'accordo con Berlusconi, vero errore politico del PD. Un errore che commettono da 20 anni e non è più giustificabile da 19. In questo secondo caso la parola compromesso assume quindi la connotazione di inciucio, e avranno vita facile quelli del M5S a racimolare ancora più consenso su questa base alla prossima tornata elettorale.
Berlusconi, che torna sulla scena più di Freddy Krueger, risulta aver vinto la partita ancora una volta e si preannuncia l'ennesimo quinquennio di disfacimento di quel poco di buono che rimane e che resiste nel nostro Paese.
Il PD non pare più un'alternativa credibile, l'unico partito a salvare la faccia è quello di Vendola, che però, presumibilmente, verrà accantonato con l'incoronazione di Renzi come segretario del partito. Un'altra possibilità è quella della frantumazione delle due anime del partito. In entrambi i casi un disastro non solo della dirigenza di sinistra ma anche di tanta base della sinistra che si limita all'indignazione passiva, o al massimo a quella attiva di una protesta superficiale.

venerdì 14 settembre 2012

Politics for dummies

Il 16 novembre 2011 ci si chiedeva in che modo e da chi il vuoto politico provocato dall'uscita di scena di Silvio Berlusconi sarebbe stato colmato. A quasi un anno di distanza il quadro politico è tuttora incerto, nonostante trapeli grande fibrillazione dietro le quinte.
Da una parte c'è la destra storica che discute di una possibile ricandidatura dell'ex-premier. Dopo la disfatta elettorale alle amministrative della scorsa primavera, infatti, pare essere questa l'unica via percorribile per cercare di tenere in vita un partito la cui unica ragione d'esistere era ed è il suo leader. Qualora quest'ultimo venisse meno verrebbe meno anch'esso. La mia opinione è che una soluzione di questo tipo potrebbe al massimo accattivarsi le simpatie di qualche nostalgico di non si sa bene che cosa. L'impressione è che PdL più Lega non vadano oltre il 25% complessivo alla prossima tornata elettorale, anche se il cammino da fare è ancora lungo.
Dall'altra parte c'è il PD, che dovrebbe essere l'erede naturale dello sfacelo lasciato dalle destre ma che presenta al suo interno personalità ambigue come D'Alema, Violante, La Torre e così via, che hanno se non altro instaurato rapporti di connivenza con i personaggi di cui sopra. L'immagine del segretario Bersani è in qualche modo ostaggio di quella dei suoi illustri colleghi sopraccitati, e fatico parecchio a pensare che al momento del rush finale possa credibilmente presentarsi all'elettorato come il cambiamento. Il suo unico vero competitor è uno che invece del cambiamento ne fa il proprio slogan, Matteo Renzi. Peccato che le ragioni per cui Renzi si collochi a sinistra mi risultino totalmente misteriose. Giannino e Zingales, quest'oggi, su La7, ne auspicavano la vittoria elettorale. E questo è tutto dire. E se la linea in quanto a politica economica di Bersani è poco chiara (i.e. alleanza con Vendola ma due posizioni contrapposte sul referendum riguardo l'articolo 18) quella di Renzi lo è ancora meno. Oltrettutto cosa succederebbe in caso di vittoria di Renzi? Prevedibilmente l'asse con SEL si spezzerebbe in favore di un'alleanza con Fini e Casini. Renzi o Bersani dunque? Sembra la scelta tra il panino alla merda e la peretta gigante in una famosa puntata di South Park. Eppure a queste primarie si aggrappano le speranze di chi come me non vede nessun'altra alternativa al PD nel panorama politico. Certo, c'è SEL. Ma dal PD pur sempre si passa se si vuole avere qualche speranza di governare.
A sinistra di PD e SEL Di Pietro (Di Pietro a sinistra?) e un mucchio di altra gente che è rimasta al secolo scorso.
Poi abbiamo il Movimento 5 Stelle il cui leader capisce tanto di economia quanto di comicità (Grillo non fa ridere). Il suo braccio destro è tale Roberto Casaleggio, il quale potrebbe essere facilmente confuso con Roberto Giacobbo date le sue fantasiose elucubrazioni su NWO et similia. Per questa gente la risposta a tutto è il WEB, venerato come Gesù Cristo. E per citare Luttazzi (quindi per citare chissà chi): se la risposta è Cristo la domanda è sbagliata. Un mucchio di fanatici alla guida del Paese non è esattamente quello che ci vuole per far ripartire la crescita e per riguadagnare credibilità agli occhi dei mercati internazionali.
Infine si parla di un Monti-bis come soluzione di “last resort”, e dio ce ne scampi. I professori hanno il loro habitat naturale all'università e lì devono stare. Se all'operaio dell'Alcoa dici che lo devono licenziare perché: l'outsourching, la competitività, la globalizzazione, il vantaggio comparato, il capitale tecnologico e bla bla bla, quello giustamente ti risponde “ma itta gazzu s'e narendi?”. Ci vogliono persone pragmatiche e ci vogliono i tecnici, ma c'è pure bisogno di gente che stia a maggior contatto con le realtà sociali effettivamente presenti nel nostro Paese.
La primavera del 2013 si avvicina. Non so voi, ma io non ho mai avuto le idee così confuse.

domenica 3 luglio 2011

Rilascio un pezzo che ho scritto due-tre mesi fa. Risulterà anacronistico e senza titolo, ma a chi importa davvero?

In questa sorta di Truman Show ridicolo e nauseante che si percepisce financo sotto anestesia generale è diventato impossibile trovare qualcosa di cui parlare seriamente. Eppure di argomenti ce ne sarebbero: nucleare, nord-africa, sbarchi, processo breve, e così via. Tutti argomenti serissimi, ma di cui fotte sega a nessuno. Questa cosa l'ho capita dopo 3 settimane di reclusione forzata in 2 ospedali diversi. Ho notato che comunque la gente non ti dice un onesto “non me ne frega”, ma finge di masticare qualsiasi argomento gli capiti a tiro biascicando cazzate. Non solo, ma spesso introduce l'argomento a piacere di propria sponte facendosi lustro della propria fottuta opinione del cazzo basata sul nulla. L'estrema insipienza con la quale si passa dalle fucilazioni preventive dei migranti che arrivano a Lampedusa come deterrente intimidatorio agli sbarchi (che oltre che essere una schifezza umanamente, come cosa non sarebbe comunque possibile perché esistono delle convenzioni internazionali), alle elucubrazioni sul nucleare e sull'impossibilità di combattere contro la decisione del governo di riproporlo (quando basta semplicemente andare a votare SI al referendum), ti farebbe venir voglia di mandare a fare in culo chi ti parla, ma l'educazione te lo impedisce. Allora mestamente provi ad aggiungere qualche elemento oggettivo alla discussione (come quelli fra parentesi prima) che ovviamente non viene minimamente preso in considerazione dall'interlocutore, il quale ribatterà borbottando qualche argomentazione del cazzo tratta dalla mentalità comune dovuta a troppo tempo passato a vivere a carponi. Quand'è che è diventato fuori moda dire “non lo so”? E soprattutto quand'è che è diventato carismatico affrontare le problematiche più serie con un “fuori dalle balle”? Bossi è talmente spregevole che mi aspetto che la prossima volta risponda con una scoreggia alla domanda “cosa ne pensa del cancro al colon?”. E mentre lo intervistano per Telethon! Semplicemente è diventato troppo difficile tenere conto di tutte le minchiate che accadono, tipo Giuliano Ferrara che fa propaganda dopo la propaganda di regime del TG1, con una trasmissione intitolata “Radio Londra”. Sono tempi in cui anche Marzullo potrebbe diventare un idolo per la sinistra.